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Conoscere il Molise. I nostri consigli!

Viaggio in Molise tra Larino e Casacalenda

Viaggio in Molise tra Larino e Casacalenda

UNA PIACEVOLE ESCURSIONE DA FARE IN GIORNATA TRA STORIA E NATURA PARTENDO DALL'AGRITURISMO. UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI LARINO, DELL'ANFITEATRO ROMANO E VILLA ZAPPONE, DEL CENTRO STORICO MEDIEVALE CON I PALAZZI BARONALI, LA FAVOLOSA CATTEDRALE E LA CHIESA DI SAN FRANCESCO. INOLTRE, ARTE E NATURA TRA LE VIE DI CASACALENDA DIVISI TRA UNA BELLISSIMA PASSEGGIATA IN COLLINA VERSO I RUDERI DELL'ANTICA GERONIUM OPPURE NELLA FIABESCA OASI LIPU DI BOSCO CASALE.

Questo viaggio inizia con la visita al borgo di Larino. Le sue origini risalgono all'epoca Etrusca, ben cinque secoli circa prima della fondazione della città di Roma. L'antica Frentum o Frenter, così chiamata perchè abitata dall'antica popolazione italica dei Frentani, venne in seguito distrutta e definitivamente conquistata dai romani nel 319 a.C. i quali la ribattezzarono col nome latino di Larinum e la eressero a res publica. Tra le testimonianze più evidenti di quell'epoca sicuramente troviamo l'Anfiteatro romano, le vasche termali e le pavimentazioni musive. L'anfiteatro è di media-piccola grandezza e ipoteticamente poteva contenere sino a un massimo di 18.000 spettatori; la sua costruzione viene fatta risalire intorno al 70 e il 150 d.C. sotto il volere di un cittadino benestante della città (probabilmente il senatore Quinto Capito) così come riportato dall'incisione in pietra su di una delle porte. Anche solo affacciandosi dall'esterno, si nota come l'anfiteatro sia rivestito interamente da blocchi di pietra e assume una forma ellittica dotata di quattro accessi principali e di ben dodici porte secondarie che un tempo conducevano alle gradinate sottostanti. I sedili purtroppo non sono più visibili, poichè probabilmente saccheggiati in epoca medioevale per via dell'ottima qualità della pietra a scopi edilizi. L'arena, perfettamente conservata, doveva essere un tempo il luogo dove si svolgevano i famosi giochi pubblici dove gladiatori combattevano tra loro o contro animali feroci.

This trip begins with a visit to the village of Larino. Its origins date back to Etruscan times, a good five centuries or so before the founding of the city of Rome. The ancient Frentum or Frenter, so called because it was inhabited by the ancient Italic population of the Frentani, was later destroyed and finally conquered by the Romans in 319 B.C., who renamed it with the Latin name of Larinum and raised it to res publica. Among the most striking testimonies of that era certainly include the Roman Amphitheater, thermal baths and mosaic pavements. The amphitheater is of medium-small size and hypothetically could hold up to a maximum of 18,000 spectators; its construction is dated to around 70 and 150 AD under the will of a wealthy citizen of the city (probably Senator Quintus Capitus) as reported by the stone carving on one of the doors. Even just looking out from the outside, one notices how the amphitheater is covered entirely with stone blocks and takes on an elliptical shape equipped with four main entrances and as many as twelve secondary doors that once led to the tiers below. The seats are unfortunately no longer visible, as they were probably looted in medieval times because of the excellent quality of the stone for building purposes.The perfectly preserved arena must once have been the site of the famous public games where gladiators fought each other or against ferocious animals.

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L'anfiteatro rimase in uso sino alla metà del III secolo d.C. e, successivamente abbandonato, è molto probabile che in epoca medievale fu riutilizzato come necropoli. Difatti, tombe insieme ad interessanti corredi risalenti a quell'epoca sono state rinvenute al suo interno. A lato sud dell'anfiteatro si trova poi la novecentesca Villa Zappone appartenuta all'avvocato Filomeno Zappone, una personalità di spicco di quell'epoca. Immersa nel verde del suo grande parco, la villa si ispira ai canoni architettonici dell'epoca ed è infatti in stile Liberty.

The amphitheater remained in use until the mid-3rd century CE, and, later abandoned, it is very likely that in medieval times it was reused as a necropolis. In fact, tombs along with interesting grave goods dating from that period have been found within it. Next on the south side of the amphitheater is the 20th-century Villa Zappone, which belonged to the lawyer Filomeno Zappone, a prominent personality of that era. Surrounded by the greenery of its large park, the villa is inspired by the architectural canons of the period and is in fact in Art Nouveau style.

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Attualmente disabitata, l'edificio nasconde al suo interno preziosi reperti archeologici rinvenuti durante azioni di scavo che hanno riportato ad esempio alla luce gli edifici termali e resti di mosaico in pasta vitrea, frammenti in cotto, in pietra e in marmo, parzialmente riutilizzati per comporre l'esterno della struttura. L'interno della villa è uno scrigno di eleganza in ottimo stato di conservazione dotata di ampi saloni, volte decorate con motivi geometrici, camini in marmo, lunghi corridoi centrali e scuderie che conservano preziosi mobili in legno. Si ritiene inoltre che un condotto fognario in perfetto stato di conservazione alimentava le acque delle vicine antiche terme romane. A titolo informativo, per prenotare le visite all'anfiteatro e alla villa contattare "Me.Mo Cantieri Culturali" (email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; tel: 324 9517836)

Currently uninhabited, the building hides within it valuable archaeological finds unearthed during excavation actions that brought to light, for example, the thermal buildings and remains of glass paste mosaic, terracotta, stone and marble fragments, partially reused to make up the exterior of the structure. The interior of the villa is a treasure chest of elegance in an excellent state of preservation endowed with large halls, vaults decorated with geometric motifs, marble fireplaces, long central corridors, and stables preserving valuable wooden furniture. It is also believed that a perfectly preserved sewer conduit fed the waters of the nearby ancient Roman baths. For information, to book visits to the amphitheater and villa contact "Me.Mo Cantieri Culturali" (email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; tel: 324 9517836)

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IL CENTRO STORICO DI LARINO: VICOLI STRETTI, PALAZZI BARONALI, LA SPLENDIDA CATTEDRALE E LA CHIESA DI SAN FRANCESCO. 

Che si arrivi in auto o con i nostri tour in e-bike, l'occhio vispo del visitatore nota immeditamente che il centro storico larinese sorge su un colle diverso collocato al di sotto dell'antica città romana di Larinum. Ma perchè? Molto semplicemente, la città aveva bisogno di difendersi dagli attacchi dei Saraceni. Fonti diocesane in disaccordo tra loro non permettono di datare con esattezza quando gli abitanti del borgo vennero qui a rifugiarsi ma è certo che il paese doveva essere circondato da mura e torri di cui oggi si ammirano i resti. Le porte di accesso erano due, Porta di Basso e Porta di Piano, mentre di tutte le torri solo due conservano la loro integrità e sono Torre Ricci e Torre Palma mentre le restanti torri sono state col tempo inglobate all'interno delle abitazioni. Il centro storico, con le sue viuzze caratteristiche, le numerose chiese e gli antichi palazzi baronali, visse certamente il suo periodo di massima espansione tra il XIII e il XIV secolo, quando vennero innalzate la Cattedrale, la vicina chiesa di San Francesco ed il castello divenuto in seguito Palazzo Ducale. Elevata a titolo di Basilica minore nel 1928, la Cattedrale di Larino tende quasi a nascondersi agli occhi di chi la osserva, non sorgendo infatti lungo una via principale o su di una piazza centrale.

Whether one arrives by car or on our e-bike tours, the visitor's keen eye immediately notices that the historic center of Larinese stands on a different hill located below the ancient Roman city of Larinum. But why? Quite simply, the city needed to defend itself from Saracen attacks. Disagreeing diocesan sources do not allow us to date exactly when the townspeople came here for refuge, but it is certain that the town must have been surrounded by walls and towers, the remains of which can be admired today. There were two entrance gates, Porta di Basso and Porta di Piano, while of all the towers only two retain their integrity and they are Torre Ricci and Torre Palma while the remaining towers were over time incorporated inside the houses. The historic center, with its characteristic narrow streets, numerous churches and ancient baronial palaces, certainly experienced its period of greatest expansion between the 13th and 14th centuries, when the Cathedral, the nearby church of St. Francis and the castle that later became the Ducal Palace were raised. Elevated to the title of minor basilica in 1928, the Cathedral of Larino tends almost to hide itself from the eyes of the beholder, not rising in fact along a main street or on a central square.

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Avvicinandosi, salta subito allo sguardo il suo imponente campanile alto 30 metri e risalente al 1451 ed il magnifico rosone a tredici raggi racchiuso in una cornice alla cui base troviamo raffigurati due bifore. La facciata è realizzata in pietra grezza, in stile gotico, mentre il portale a sesto acuto è costruito in legno. Alcuni studiosi ritengono che la Cattedrale sia sorta al di sopra di una vecchia chiesa pre-esistente e che questo dimostrerebbe oggi il perchè le tre navate al suo interno presentano un'ampiezza disuguale.

Approaching it, its imposing 30-meter-high bell tower dating from 1451 and the magnificent thirteen-beam rose window enclosed in a frame at the base of which we find depicted two mullioned windows with two lights. The facade is made of rough stone in the Gothic style, while the pointed arch portal is built of wood. Some scholars believe that the Cathedral rose above an old, pre-existing church, and this would prove today why the three naves within it are unequal in width.

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Una volta entrati, l'effetto è decisamente "WOW": tralasciando la moderna copertura della navata principale, la chiesa subì nei secoli numerosi rifacimenti dettati dal gusto estetico imposto dal vescovo di turno. Qui, oltre ad essere custodite le spoglie di San Pardo patrono della città, si trovano tracce di affreschi sulle pareti databili al XIV secolo: l'affresco di Sant'Orsola e il rapimento delle Vergini, S.Michele Arcangelo e S.Benedetto. All'interno sono custoditi l'altare maggiore settecentesco e il trono di stile barocco, opere del Vaccaro e Troccoli, ordinate dal Vescovo Tria.

Once inside, theeffect is decidedly "WOW": leaving aside the modern covering of the main nave, the church underwent numerous renovations over the centuries dictated by the aesthetic taste imposed by the bishop of the day. Here, in addition to housing the remains of St. Pardo, patron saint of the city, there are traces of frescoes on the walls dating back to the 14th century: the fresco of St. Ursula and the abduction of the Virgins, St. Michael the Archangel and St. Benedict. The interior houses the 18th-century high altar and the Baroque-style throne, works by Vaccaro and Troccoli, ordered by Bishop Tria.

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Usciti dalla cattedrale, vale davvero la pena di dare una rapida occhiata anche all'adiacente chiesa di San Francesco, eretta a edificio monumentale nel 1929. La chiesa, in stile barocco-rococò, si compone di una sola navata centrale con muratura in pietra parzialmente intonacata. Nel XVIII secolo l'edificio religioso subì alcune modifiche; la volta venne affrescata nell'anno 1747 dall'artista molisano Paolo Gamba il quale volle inscenare la "Gloria del paradiso", e nei pennacchi sottostanti vennerro raffigurati i quattro evangelisti.

Leaving the cathedral, it is also really worth taking a quick look at the adjacent Church of St. Francis, erected as a monumental building in 1929. The church, in Baroque-Rococo style, consists of a single nave with partially plastered stone masonry. In the 18th century the religious building underwent some changes; the vault was frescoed in the year 1747 by Molise artist Paolo Gamba, who wanted to stage the "Glory of Paradise," and in the pendentives below were depicted the four evangelists.

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Gli altari dedicati a Sant'Antonio e dell'Immacolata furono poi arricchiti con decorazioni di stucco ed oro zecchino. Sempre in questi anni, avvenne il rifacimento della facciata con un portale in pietra sormontato dallo stemma francescano. La sacrestia oggi preserva l'altare maggiore del sec. XVIII, il trono vescovile, un lavabo in pietra ed un armadio da sacrestia in legno intagliato.

The altars dedicated to St. Anthony and the Immaculate Conception were later enriched with stucco and pure gold decorations. Also in these years, the rebuilding of the facade with a stone portal surmounted by the Franciscan coat of arms took place. The sacristy today preserves the 18th-century high altar, the bishop's throne, a stone washstand and a carved wooden sacristy cabinet.

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CASACALENDA TRA ARTE E NATURA: UN VIAGGIO TRA LE ROVINE DI GERIONE E L'OASI LIPU DI BOSCO CASALE 

Salutata Larino, il viaggio prosegue tra cultura e natura in Basso Molise per venti minuti circa di percorrenza in auto in direzione del borgo di Casacalenda. Immerso nelle fertili colline della comunità montana "Cigno Valle Biferno" il paese poggia su di una dolce collina a circa 600 m s.l.m. e conta all'incirca 2000 abitanti.

Having said goodbye to Larino, the journey continues among culture and nature in Lower Molise for about twenty minutes by car in the direction of the village of Casacalenda. Nestled in the fertile hills of the "Cigno Valle Biferno" mountain community, the village rests on a gentle hillside about 600 m above sea level and has about 2,000 inhabitants.

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Il paese probabilmente risale al periodo della II guerra punica ma si presenta oggi come un affascinante borgo medievale dal fascino irresistibile. Il paese vecchio è un intrecciarsi di vicoli e case addossate l'un l'altra lungo tutta la collina su cui domina la vista il duecentesco Palazzo Ducale. Casacalenda è nota soprattutto per l'annuale festival del cinema che si svolge in estate, il "Molise Film Festival"; inoltre, nel palazzo comunale è stato allestito un museo multimediale dedicato al Bufù, un antico e particolare "tamburo a frizione" utilizzato dagli abitanti nella tarda sera dell'ultimo dell'anno e la mattina di Capodanno, quando piccole orchestre paesane attraversano il paese. E che dire inoltre del Museo all'aperto di MAACK ( Museo all'Aperto Arte Contemporanea Kalenarte) che ha dislocato ben 20 opere d'arte lungo tutto il paese riuscendo a coniugare arte, paesaggio e turismo (https://www.kalenartemaack.com/) . Un luogo da non perdere!

The town probably dates back to the period of the Second Punic War but is now a charming medieval village with irresistible charm. The old village is a tangle of alleys and houses leaning against each other all along the hill on which the 13th-century Ducal Palace dominates the view. Casacalenda is best known for its annual film festival held in the summer, the "Molise Film Festival"; there is also a multimedia museum in the town hall dedicated to the Bufù, an ancient and peculiar "friction drum" used by the inhabitants in the late evening of New Year's Eve and on New Year's morning, when small village orchestras pass through the village. And what about also the MAACK Outdoor Museum ( Kalenarte Contemporary Art Open Air Museum) which has deployed as many as 20 works of art throughout the village succeeding in combining art, landscape and tourism(https://www.kalenartemaack.com/). A place not to be missed!

 Foto da Salvatore Essentia

A questo punto dell'escursione, la nostra proposta è lasciarvi liberi di scegliere tra due opzioni entrambe valide. La prima che vi proponiamo è una camminata fra natura e archeologia verso l'antica città di Gerione (Geronium). E' proprio qui infatti che durante la II guerra punica a Kalene (l'antica Casacalenda) pare si fosse accampato l'esercito romano guidato da Marco Minucio Rufo per affrontare il temibile Annibale. Secondo lo storico greco Polibio, l'episodio bellico risalirebbe all'inverno del 217 a.C. . Per raggiungere questo luogo, dal Palazzo Baronale, si prosegue in direzione nord-est sulla fondovalle del Cigno. Seguendo la segnaletica, si devia su una strada sterrata sulla destra, si oltrepassa il torrente su un ponticello e si raggiunge un'area attrezzata. Il percorso che vi attende è abbastanza ripido e sale su per la collina per circa 30-40 minuti.

At this point in the hike, our proposal is to leave you free to choose between two options both of which are valid. The first we propose is a hike between nature and archaeology to theancient city of Gerione (Geronium). In fact, it is here that during the 2nd Punic War in Kalene (ancient Casacalenda) the Roman army led by Marcus Minucius Rufus apparently camped to face the fearsome Hannibal. According to the Greek historian Polybius, the war episode would date back to the winter of 217 B.C. . To reach this place, from the Baronial Palace, continue in a northeast direction on the Swan valley floor. Following the signs, you turn onto a dirt road on the right, cross the stream on a small bridge and reach a picnic area. The trail ahead is quite steep and climbs up the hill for about 30 to 40 minutes.

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Dall'area pic-nic si prosegue su una strada sterrata, a piccoli tratti cementati, e si sale in quota 616 m., dove sono posti i cartelli di accesso all'area archeologica. Una volta sul colle, si trovano i resti di un insediamento fortificato di piccole dimensioni di cui si vedono ancora le mura costituite da massi di pietra cementate con argilla. Secondo gli studiosi, qui fu il generale Annibale a conquistare la cittadella di Geronium radendola al suolo e uccidendo i suoi abitanti, adibendola in seguito a deposito di rifornimento per le sue truppe.

From the picnic area, continue on a dirt road, with small cemented sections, and climb to an elevation of 616 m., where signs are posted for access to the archaeological area. Once on the hill, there are the remains of a small fortified settlement, the walls of which can still be seen consisting of stone boulders cemented with clay. According to scholars, it was here that General Hannibal conquered the citadel of Geronium by razing it to the ground and killing its inhabitants, later using it as a supply depot for his troops.

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Successivamente abbandonato, l'abitato fu poi ripopolato nell'Alto Medioevo, divenendo una fortezza longobarda. In seguito, arrivarono i conquistatori Normanni che prima lo incendiarono e in seguito vi costruirono una torre e un palazzo a cui si aggiunse una chiesa di cui oggi si vedono parzialmente i resti. In perfetto stile medievale, il complesso doveva essere fortificato da mura, bastioni e persino un fossato. Al suo interno è ancora possibile parzialmente osservare resti di case costruite con pavimenti in terra battuta e tetto di paglia. Si crede che il definitivo abbandono della cittadella fu dovuto all'arrivo della Peste Nera che colpì duramente tutto lo stivale nel corso del XIV secolo. Probabilmente poi, un terribile terremoto avvenuto intorno al 1456 diede il colpo di grazia alla cittadina geroniese e da allora il luogo rimase totalmente abbandonato e riscoperto dagli archeologi solamente negli anni '90

Subsequently abandoned, the town was then repopulated in the Early Middle Ages, becoming a Lombard fortress. Later, the Norman conquerors arrived who first set it on fire and then built a tower and a palace to which a church was added, the remains of which can be partially seen today. In perfect medieval style, the complex must have been fortified by walls, bastions and even a moat. Inside it is still possible to partially observe the remains of houses built with dirt floors and thatched roofs. It is believed that the definitive abandonment of the citadel was due to the arrival of the Black Death which hit the entire country hard during the 14th century. Probably then, a terrible earthquake which occurred around 1456 gave the final blow to the Geronise town and since then the place remained totally abandoned and only rediscovered by archaeologists in the 1990s.

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In alternativa, potreste valutare di fare un tuffo tra flora e fauna nei monti frentani. Dove? Presso l'Oasi Lipu di Bosco Casale, un'area naturale protetta istituita nel 1993 e riconosciuta oggi a livello europeo come una Zona Speciale di Conservazione (ZSC). Il bosco, una riserva di quasi 150 ettari di querceto collinare posto a 800 m. s.l.m., è un habitat di alta rilevanza per la conservazione di molte specie floreali tra cui l'agrifoglio, il biancospino, il prugnolo e rapaci come la poiana, il gufo, il falco pecchiaiolo, il nibbio reale ma anche mammiferi come il tasso, la volpe, il gatto selvatico ed il lupo appenninico.

Alternatively, you could consider taking a dive among the flora and fauna in the Frentani mountains. Where? At the Lipu Oasis of Bosco Casale, a protected natural area established in 1993 and recognized today at European level as a Special Area of ​​Conservation (SAC). The forest, a reserve of almost 150 hectares of hilly oak forest located at 800 m. above sea level, it is a highly relevant habitat for the conservation of many floral species including the holly, the hawthorn, the blackthorn and birds of prey such as the buzzard, the owl, the honey buzzard, the red kite but also mammals such as the badger, the fox, the wild cat and the Apennine wolf.

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Questo percorso naturalistico di 2 km è adatto per le famiglie e soprattutto per i più piccoli; è facilmente percorribile, segnalato e corredato da panelli didattici. Il Sg. Carlo, esperto ecologo e gestore del centro-visite della Riserva naturale, vi saprà accogliere e guidarvi lungo tutto il percoso raccontandovi storie e incredibili aneddoti. A titolo informativo, avvisiamo che le visite si svolgono dal giovedì alla domenica prenotando per uno dei turni seguenti: mattina 9.30-11.00 e pomeriggio 15.00-16.30 (ulteriori info: 347 625 5345).

This 2 km nature trail is suitable for families and especially for the little ones; it is easily accessible, signposted and accompanied by educational panels. The Sergeant Carlo, an expert ecologist and manager of the nature reserve visitor centre, will be able to welcome you and guide you along the entire route, telling you stories and incredible anecdotes. For information purposes, we inform you that visits take place from Thursday to Sunday by booking for one of the following shifts: morning 9.30-11.00 and afternoon 15.00-16.30 (further info: 347 625 5345).

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Eccovi infine una mappa con delle coordinate gps che troverete certamente utile per la pianificazione degli spostamenti in auto dall'agriturismo completa con il tracciato da percorrere e i punti di interesse sopracitati. Insomma, siete pronti a partire?! Vi aspettiamo di ritorno in campagna per dirci com'è andata, e magari, dinanzi ad un bel piatto di pasta !! Clicca sul link sottostante per aprire la mappa ↓ 

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Finally, here is a map with GPS coordinates that you will certainly find useful for planning car journeys from the farm complete with the route to follow and the points of interest mentioned above. So, are you ready to go?! We look forward to seeing you back in the countryside to tell us how it went, and perhaps over a nice plate of pasta!! Click on the link below to open the map ↓

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