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Conoscere il Molise. I nostri consigli!

Mangiare in Molise è viaggiare col palato

Mangiare in Molise è viaggiare col palato

Tutti "conosciamo" il Molise come una delle regioni più incontaminate d’Italia, autentica ed in parte ancora da scoprire, stretta tra le sue meravigliose montagne, le sue dolci colline e il suo breve tratto di costa. Tra le sue innumerevoli, preziose risorse patrimoniali, non solo aria e acque purissime e numerose riserve naturali ricche di flora e fauna ma anche e soprattutto buon cibo. Il Molise non offre un semplice ricettario di cibi da assaggiare o mezzi di convivialità ma, piuttosto, dei veri e propri viaggi per il palato nel quale i fieri molisani racchiudono una parte della lora identità culturale. Quella molisana è una cucina strettamente legata al territorio, alle produzioni agricole e pastorali, talvolta persino ancorata a minoranze etniche che arricchiscono il quadro socio-culturale di questa piccola regione del Sud. Al crollo Ottocentesco dell’attività transumante, in Molise cominciò a farsi strada il settore dell’agro-alimentare (fabbricazione della pasta) in parte agganciato alla preesistente attività dei mulini. In seguito, nel corso del Novecento, il Molise si presentò come una regione agricola basata principalmente su: cerealicoltura estensiva, allevamento e arboricoltura (in particolare oliveto e vigneto).

We "all know" Molise as one of the most pristine regions in Italy, authentic and partly undiscovered, squeezed between its wonderful mountains, rolling hills and short stretch of coastline. Among its countless, valuable heritage resources are not only the purest air and water and numerous nature reserves rich in flora and fauna, but also and above all good food. Molise offers not just a recipe book of foods to taste or means of conviviality but, rather, real journeys for the palate in which proud Molisians encapsulate a part of their cultural identity. Molise's is a cuisine closely linked to the territory, to agricultural and pastoral productions, sometimes even anchored to ethnic minorities that enrich the socio-cultural picture of this small southern region. As transhumant activity collapsed in the nineteenth century, the agribusiness sector (pasta making) began to make its way in Molise, partly hooked on the pre-existing mill activity. Later, during the twentieth century, Molise emerged as an agricultural region based mainly on: extensive cereal farming, animal husbandry and arboriculture (especially olive groves and vineyards).

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I prodotti della terra che ne scaturirono, combinati al sapere dell’uomo produssero una cucina tutt’ora semplice e saporita, fortemente connessa con la presenza del mare, dei boschi, dei fiumi, dei pascoli e degli animali da cortile. Il risultato attuale è un patrimonio gastronomico che spazia dai prodotti dell'entroterra come salumi, formaggi, carni (soprattutto quella di pecora e maiale), vari ortaggi, funghi (tartufo del molise), erbe selvatiche ai prodotti della costa imperniati sull’attività della pesca di pesce azzurro (alici, sgombri, tonni, seppie, merluzzi) e sull’attività rurale.

The resulting products of the land combined with human knowledge produced a cuisine that is still simple and flavorful, strongly connected with the presence of the sea, forests, rivers, pastures and farm animals. The current result is a gastronomic heritage that ranges from inland products such as cured meats, cheeses, meats (especially that of sheep and pork), various vegetables, mushrooms (truffle of Molise), and wild herbs to coastal products hinged on the activity of bluefish fishing (anchovies, mackerel, tuna, cuttlefish, and cod) and rural activity.

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Per gli amanti dei tour enogastronomici, il paniere delle tipicità locali contiene prodotti come la pampanella, la ventricina di Montenero di Bisaccia, la scamorza molisana, la mozzarella di Bojano, la stracciata di Carovilli, il caciocavallo di Agnone, il pecorino di Capracotta e quello del Matese, la cipolla di Isernia, passando poi alle zuppe di pesce come il brodetto di Termoli o a piatti a base di verdura come la caponata a Campobasso, le cicerchie all’origano sino ad arrivare ai dolci come il panettone di Agnone, il colac di Acquaviva Collecroce e le casciatielle tipiche di Pietracatella.

For lovers of food and wine tours, the basket of local specialties contains products such as pampanella, ventricina di Montenero di Bisaccia, scamorza molisana, mozzarella di Bojano, stracciata di Carovilli, caciocavallo from Agnone, pecorino from Capracotta and pecorino from Matese, the onion from Isernia, moving on to fish soups such as brodetto from Termoli or vegetable dishes such as caponata in Campobasso, cicerchie all'origano until you get to desserts such as panettone from Agnone, colac from Acquaviva Collecroce and casciatielle typical of Pietracatella.

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Non finisce certo qui! Lungo le sue vie serpeggianti, i viaggiatori più attenti ad osservare il paesaggio, potrebbero notare coi propri occhi una certa prevalenza di olivi e vigneti sparsi tutt’intorno. L’olio e il vino rappresentano in effetti una costante territoriale, due elementi cardine della tavola e della cultura molisana. Si pensi che l’olio molisano fu più volte menzionato nella letteratura latina da autori come Catone, Orazio e Cicerone. Oggi il prodotto vanta la Denominazione di Origine Protetta (DOP) il che assicura ai consumatori uno standard qualitativo elevato, dalla raccolta delle olive sino all’ottenimento del prodotto finale. L’olio è prodotto in particolar modo nell’antico territorio frentano, oggi meglio conosciuto come basso Molise, attorno alla storica città di Larino, e nella zona attorno Venafro dove, nel 2018, è stato inaugurato il Parco Regionale Agricolo Storico dell’olivo, allo scopo di salvaguardare il patrimonio olivicolo locale. Un consiglio che vogliamo darvi è di gustare quest’olio con i primi piatti di pesce o il sugo di baccalà. Durante le escursioni a piedi o in bici, è possibile ad ogni modo ravvisare che la concentrazione degli ulivi è preponderante in tutto il Molise, con ulivi spesso raggruppati in paesaggi poco abitati dove spiccano ad esempio boschi, querce isolate e qualche albero da frutto.

It certainly does not end there! Along its meandering streets, travelers more attentive to observing the landscape might notice with their own eyes a certain prevalence of olive trees and vineyards scattered all around. Oil and wine are indeed a territorial constant, two pivotal elements of Molise's table and culture. Consider that Molise oil was mentioned several times in Latin literature by authors such as Cato, Horace and Cicero. Today, the product boasts the Protected Designation of Origin (PDO) which assures consumers of a high standard of quality, from the harvesting of the olives to the obtaining of the final product. The oil is produced especially in the ancient territory of Frentano, now better known as lower Molise, around the historic city of Larino, and in the area around Venafro where, in 2018, the Regional Agricultural Historical Olive Park was inaugurated in order to safeguard the local olive-growing heritage. One tip we want to give you is to enjoy this oil with fish first courses or cod sauce. While hiking or biking, it is in any case possible to discern that the concentration of olive trees is preponderant throughout Molise, with olive trees often clustered in sparsely inhabited landscapes where forests, isolated oaks and a few fruit trees, for example, stand out.

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Voltando pagina, la vite in Molise è geograficamente più delimitata degli uliveti, ma storicamente già nota in epoca sannitica. I vitigni autoctoni trovano spazio sui territori confinanti con le montagne appenniniche d’Abruzzo, ad esempio lungo il fiume Trigno (produzione di Montepulciano e Aglianico) e le colline del Biferno, specialmente tra Larino, Termoli e Campomarino. L'enografia del Molise si compone di 4 DOC e 2 IGT. Per le denominazioni di origine vi sono le longeve Biferno e Pentro o Pentro d'Isernia, istituite nel 1983, poi Molise o del Molise, istituita nel 1998 e, l'ultima arrivata è la Tintilia del Molise, istituita nel 2011. Completano il quadro le Indicazioni geografiche Osco o Terre degli Osci e Rotae, istituite nel 1995. Una menzione speciale merita la Tintilia, un vino di alta qualità che nell’ultimo decennio ha dimostrato a livello nazionale grandi potenzialità che è stato in grado di restituire al Molise quella dimensione agraria che si era un po’ smarrita. Non negando che si parli di un patrimonio eno-gastronomico troppo poco valorizzato, bisogna ammettere che alcune istituzioni non sono rimaste del tutto immobili; singole manifestazioni sono state promosse da comuni o associazioni private, accompagnate dal lavoro di circuiti e movimenti nazionali come Città dell’Olio (a cui aderiscono oltre 30 comuni molisani, le due provincie, la Camera di Commercio e una comunità montana), le Città del vino (di cui fa parte il comune di Campomarino), il Movimento del turismo del vino (al quale sono associate una decina di cantine, in gran parte localizzate in Basso Molise) e, ovviamente, Slow Food. Inoltre, altre realtà locali, aziendali, sono state coinvolte in manifestazioni di impronta nazionale come “Cantine Aperte”, “Calici di stelle”, “Andar per frantoi” ed altri itinerari del gusto dove troviamo paesi dell’Alto Molise aderenti alle associazioni “Città dei sapori” e “Città del tartufo”. Insomma, tavola apparecchiata e sedie in quantità, questo ricco giacimento gastronomico molisano non aspetta altro che il vostro appetito!

Turning the page, vines in Molise are geographically more delimited than olive groves, but historically already known in Samnite times. Native grape varieties find space on the territories bordering the Apennine mountains of Abruzzo, for example along the Trigno River (production of Montepulciano and Aglianico) and the Biferno hills, especially between Larino, Termoli and Campomarino. The oenography of Molise consists of 4 DOC and 2 IGT. For appellations of origin there are the long-lived Biferno and Pentro or Pentro d'Isernia, established in 1983, then Molise or del Molise, established in 1998, and, the latest addition is Tintilia del Molise, established in 2011. The geographical indications Osco or Terre degli Osci and Rotae, established in 1995, complete the picture. Special mention should be made of Tintilia, a high-quality wine that in the last decade has shown great potential at the national level that has been able to restore to Molise that agrarian dimension that had been somewhat lost. Not denying that we are talking about an eno-gastronomic heritage that is too little exploited, it must be admitted that some institutions have not remained completely immobile; individual events have been promoted by municipalities or private associations, accompanied by the work of national circuits and movements such as Oil Cities (to which more than 30 Molise municipalities, the two provinces, the Chamber of Commerce and a mountain community belong), Wine Cities (of which the municipality of Campomarino is a member), the Wine Tourism Movement (with which a dozen wineries are associated, mostly located in Lower Molise) and, of course, Slow Food. In addition, other local, corporate entities have been involved in events with a national imprint such as "Cantine Aperte," "Calici di stelle," "Andar per frantoi," and other itineraries of taste where we find Upper Molise towns adhering to the "City of Flavors" and "City of Truffles" associations. In short, table set and chairs aplenty, this rich Molise gastronomic field is just waiting for your appetite!

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